Slow Wine Fair: una rete globale, tante voci dal mondo
Cuore pulsante di Slow Wine Fair è la sua comunità internazionale: oltre 1.000 aziende vinicole espositrici, tra cui 135 produttori internazionali, unite da valori condivisi. Le loro storie sono diverse, ma la loro è una visione comune.
Eccone qui alcune.
California, Stati Uniti – Irene de Barracuia & Yunuen Ibarra
Dalla California arriva la voce di Líderes Campesinas, un movimento popolare che difende i diritti e l’emancipazione delle donne, molte delle quali migranti, che lavorano nel settore agricolo. Attraverso l’istruzione, la leadership e l’organizzazione della comunità, queste donne stanno ridefinendo il lavoro nei vigneti dall’interno, dimostrando che l’inclusione rafforza sia la professionalità sia la sostenibilità nei campi.
Sydney, Australia – Amelia Birch
A Sydney, la sommelier Amelia Birch ha fondato Famelia, un wine bar e negozio di vini dedicato esclusivamente ai vini prodotti da donne. In un settore in cui le donne rappresentano ancora una minoranza tra i produttori, Famelia è sia un’attività commerciale sia una dichiarazione: la visibilità è importante. Creando uno spazio per le donne produttrici di vino e promuovendo il dibattito sull’equità e la rappresentanza, Birch dimostra come l’ospitalità possa diventare una piattaforma per il cambiamento culturale.
I numeri delle cantine internazionali
- Albania: 2
- Argentina: 5
- Australia: 1
- Austria: 12
- Azerbaijan: 3
- Bulgaria: 5
- Cile: 1
- Croazia: 1
- Francia: 33
- Georgia: 8
- Germania: 7
- Grecia: 11
- Marocco: 1
- Messico: 2
- Polonia: 1
- Portogallo: 5
- Regno Unito: 1
- Repubblica di San Marino: 1
- Romania: 3
- Slovacchia: 1
- Slovenia: 10
- Spagna: 12
- Ucraina: 1
- Ungheria: 1
- USA: 1
E inoltre: 2 produttori di sidri, dal Belgio e dal Regno Unito e tre produttori di sakè dal Giappone.
Bessarabia, Ucraina – Kostiantyn Tintulov
Nel sud dell’Ucraina, nella storica regione vinicola della Bessarabia, Kostiantyn Tintulov produce vini naturali dai vigneti della sua tenuta utilizzando un minimo di prodotti chimici e l’energia solare. Anche in un contesto geopolitico difficile, la sua azienda vinicola guarda al futuro, condividendo pratiche rinnovabili e strategie di resilienza attraverso la Slow Wine Coalition e affermando il ruolo del vino come ponte tra le comunità.
Campo Arcís, Spagna – Juan & Susana Piqueras García
Dopo aver lasciato la vita di città, Juan e Susana Piqueras García sono tornati nel loro villaggio di Campo Arcís per fondare la Bodega Pigar. Il loro progetto si concentra sul recupero di appezzamenti di vigneti abbandonati dai contadini anziani. Il rilancio di queste terre è diventato un atto collettivo, che ha riportato dignità all’agricoltura, rafforzato i legami comunitari e dato nuova vita a paesaggi dimenticati.
Jujuy, Argentina – Claudio Zucchino
A quasi 2.000 metri sul livello del mare, in uno dei vigneti più alti del mondo, Claudio Zucchino produce vini che parlano di altitudine, resistenza ed equilibrio. Membro della comunità Slow Food per il turismo enologico sostenibile nella Quebrada de Humahuaca, il suo progetto dimostra come la viticoltura possa proteggere ecosistemi fragili creando al contempo opportunità in territori montani remoti.